


Del 8-14 settembre 2007
Letture: 1 Re 16:28-34; 1 Re 17 e 18
«Non vi mettete con gli infedeli sotto un giogo che non è per voi; infatti che rapporto c’è tra la giustizia e l’iniquità? O quale comunione tra la luce e le tenebre?» 2 Corinzi 6:14
Se nella Bibbia c’è una coppia da non imitare quelli sono Acab e Izebel. Il loro matrimonio è un inferno! Quando a un re dalla volontà debole si affianca una donna potente, collerica e tacitamente consenziente, la miscela è pericolosa. Per molti versi lo studio di questa settimana ci parla del potere e dell’autorità, ma in modo particolare dell’abuso di potere e di autorità.
Il potere e l’autorità sono doni di Dio. Chi li possiede, ha la responsabilità divina di farne un buon uso. Quando però vengono esercitati in modo improprio si commette peccato non solo contro gli uomini ma soprattutto contro Dio. Acab e Izebel, come vedremo, hanno utilizzato il loro potere e la loro autorità in modo non conforme alla volontà di Dio. E ne subiscono le conseguenze.
Possiamo trovare una lezione utile per tutti coloro che ricoprono incarichi di responsabilità a qualsiasi livello.
Una sguardo alla settimana
Acab e Izebel hanno dato ognuno il peggio di sé; è terribile in qualsiasi
coppia, ma se accade tra chi ha il compito di guidare una nazione, i risultati
sono disastrosi.
La scorsa settimana abbiamo esaminato la trasgressione di Davide e Bat-Sceba, un peccato che ha causato tanto dolore e tanta sofferenza, non solo a loro due ma anche all’intera nazione. La sua debole statura morale alimentò il fuoco della ribellione all’interno della propria casa e certamente aprì la strada, una generazione successiva, allo scisma nazionale con la divisione in due regni.
Che cosa possiamo conoscere del carattere di Acab? 1 Re 16:28-30
Quali cose accadono nei regni precedenti? Come possiamo spiegare la debolezza del regno di Acab? 1 Re 12:25-33; 13:33,34; 14:22-27; 15:26,34; 16:15-2,25.
«Due anni prima della morte di Asa, Acab cominciò a regnare in Israele. Fin dall’inizio il suo regno fu caratterizzato dall’apostasia. Di suo padre Omri, fondatore di Samaria, è detto: “Omri fece ciò che è male agli occhi del Signore, e fece peggio di tutti i suoi predecessori” (1 Re 16:25), Però i peccati di Acab furono maggiori dei suoi (cfr. vv. 33,31). Non contento di incoraggiare le forme di idolatria di Betel e di Dan, guidò il popolo verso le peggiori espressioni del paganesimo sostituendo al culto dell’Eterno l’adorazione di Baal» - PK, p. 114 [68].
Dal nostro punto di vista è difficile capire come questi re possano essere caduti in basso nel peccato e nell’apostasia. Ma è proprio questo il problema: guardiamo eventi lontani con gli occhi di oggi e non ci preoccupiamo del loro punto di vista. Chi può dire come ci saremmo comportati se fossimo stati nella loro stessa posizione? Queste storie servono da monito per farci capire quanto sia facile allontanarsi dai precetti divini.
Che cosa puoi fare ogni giorno per impedire quel lento e progressivo
allontanamento dalla relazione salvifica con Gesù Cristo?
Come se Acab non abbia commesso abbastanza empietà, finisce anche con lo sposare
Izebel (1 Re 16:31), la principessa pagana il cui nome è diventato sinonimo del
male.
Questo più di altri è un matrimonio nato da una convenienza politica e non dall’amore. La guerra, prevalentemente con Aram sotto Ben-hadad, domina per 22 anni il regno di Acab. Questo conflitto provoca alleanze con altri vicini minacciosi e il matrimonio tra Acab e Izebel, figlia di Etbaal, re di Sidone e sacerdote di Astarte. Anni dopo, la figlia di Acab, Atalia rende ancora più solidi i legami con il regno di Giuda sposando Iehoram, figlio di Giosafat e principe di Giuda.
Che cosa fa Acab subito dopo aver sposato Izebel? 1 Re 16:31-33
Ampiamente implicato nel peccato e nel compromesso, molto probabilmente Acab non ha bisogno dell’incoraggiamento della moglie pagana. Introdu-ce il culto di Baal e contribuisce a diffonderlo in tutta la nazione israelitica. Izabel fa ciò perché è una fedele devota del suo dio o perché vuole consolidare il suo potere? In fondo, se avessero prevalso gli adoratori di Yahweh rischiava di essere messa a morte e non certo il titolo di regina. È più che plausibile che lei voglia mantenere il suo ruolo potente; è utile, allora, ricorrere a questa ipotetica devozione al suo «dio» per conseguire un potere più elevato.
Quali prove abbiamo del suo tentativo di sradicare l’adorazione del vero Dio
per rimpiazzarlo con l’adorazione di Baal? 1 Re 18:4,13; 19:1,2; 21:25
Un peccato porta a un altro, e a un altro ancora. In breve tempo il re ha
raggiunto un livello di degradazione tale che egli stesso non avrebbe mai
immaginato. Che lezione possiamo trarre per non ripetere simili errori?
Rivedere la famosa storia che troviamo in 1 Re 18. Quali questioni entrano in gioco?
Un duro conflitto scoppia tra il profeta Elia e Izebel. In quanto regina, Izebel ha una grande influenza politica; con fervore religioso prosegue in Israele l’opera del padre, re e sacerdote di Baal e Astarte a Tiro e Sidone. Acab fa costruire un tempio a Baal per Izebel, che sicuramente comprende anche una scuola per formare i sacerdoti di queste due divinità pagane. Izebel in persona presiede il culto di Baal in Israele e lo impone quale religione di Stato.
In che modo Izebel dimostra di sostenere i sacerdoti del culto pagano? 1 Re 18:19
Quattrocento di questi profeti mangiano alla sua tavola. Questo significa che, con l’appoggio del marito, hanno accesso alla casa reale. Evidentemente esercita un grande influsso su di lui.
Contro questa emergente apostasia, Elia, il cui nome significa «il mio Dio è il
Signore», cerca di ravvivare l’adorazione del Signore. Il conflitto religioso
giunge all’apice quando Elia piomba in presenza del re Acab e riporta le parole
di Dio: «non ci sarà stata né rugiada né pioggia se non alla mia parola» (1 Re
17:1).
Questo è un attacco diretto a Baal, dio della pioggia e della fertilità. Acab
etichetta Elia come «colui che mette scompiglio in Israele» (1 Re 18:17), ma
Elia rigira l’epiteto al re stesso. Non è Elia la causa della siccità, ma
l’allontanamento di Acab dall’adorare Dio (vv. 16-18).
Più tardi, sulla sommità del monte Carmelo (in assenza di Izebel, ma in presenza di Acab), Elia mette a nudo l’impotenza di Baal e dimostra la sovranità sulla pioggia da parte del Signore. Acab è impotente come Baal. Osserva passivamente la sconfitta del baalismo e il massacro di centinaia di sacerdoti. Tornato a casa deve spiegare a Izebel perché non è più necessario preparare da mangiare per i sacerdoti di Baal.
Da quali influssi negativi sei circondato? Che cosa puoi fare per neutralizzarli?
Che cosa ha fatto Acab perché molte cose vadano male sotto il suo regno? La storia della vigna di Nabot ce ne dà un esempio. Quale lato del carattere di Acab emerge? 1 Re 21:1-4
La reazione di Izebel si legge in 1 Re 21:5-7. Che contrasto! Non c’è da stupirsi se questa donna riesce a dominare il regno. Mentre il marito torna a casa di cattivo umore, pronto a rinunciare, lei fa di tutto perché egli raggiunga i propri obiettivi e gli dice: «Sei tu, sì o no, che eserciti la sovranità sopra Israele?». Ancora una volta Izebel dimostra la sete di autorità e di potere e di avere sposato un uomo che non è in grado di intralciare i suoi piani.
In che modo Izebel cerca di raggiungere le sue mire? Quale stratagemma usa? Che cosa ci dice questo sul suo conto? 1 Re 21:8-16
Izebel conosce bene le leggi di Israele, tanto da essere in grado di utilizzarle a suo vantaggio. Oltre a bandire il digiuno, a significare che è stato commesso un orribile peccato che necessita espiazione, accusa Nabot di essersi macchiato di un crimine che richiede la pena di morte (Lv 24:16). Poi, dopo aver ben preparato l’accusa, fa in modo che due persone, secondo la legge israelitica, possano essere chiamate a testimoniare (Nm 35:30, Dt 17:6). Questa donna sa esattamente quello che deve fare e benché non segua la religione del Signore, sa come volgerla a proprio favore.
Il resto del capitolo (1 Re 21:17-29) mostra come il Signore incolpi anche Acab, il quale è al corrente di quello che sta facendo Izebel e non fa nulla per fermarla, per questo è colpevole quanto la moglie.
Si può usare la religione per sfruttare le persone. Come può avvenire ciò?
Perché dobbiamo stare molto attenti a non cadere in questa trappola?
Le azioni di Acab e Izebel che impongono a Israele l’adorazione di Baal, e tutte
le pratiche immorali collegate a quel culto, non possono non suscitare la
collera di Yahweh. Ma all’apice di tutto, i due hanno beffeggiato le norme di un
governo attendibile, e perpetrato l’odioso omicidio a sangue freddo
dell’innocente Nabot. Il loro matrimonio è la peggiore combinazione possibile:
un re cedevole, sposato con una donna senza scrupoli, manipolatrice, assetata di
potere. Non c’è da stupirsi se sono la rovina d’Israele.
In che modo Acab e Izebel concludono la loro esistenza? 1 Re 22:29-40; 2 Re 9:30-37
L’influenza nefasta di questa alleanza non termina con la loro fine. Riescono a trasmetterla alle generazioni successive.
Quale influsso hanno continuato ad avere queste due persone malvagie? 1 Re 22:51-53
«Durante il regno di suo padre, Acazia era stato testimone delle opere meravigliose dell’Altissimo. Aveva assistito alle terribili manifestazioni della potenza divina nei confronti del popolo apostata d’Israele e si era reso conto del modo in cui il Signore giudica coloro che si rifiutano di sottomettersi alle esigenze della sua legge. Ma agiva come se queste solenni verità non fossero che favole senza importanza. Invece di chiedere perdono a Dio, seguiva Baal che aveva consultato durante la sua malattia, manifestando una delle peggiori forme di apostasia. Ribellandosi, non provando nessun desiderio di pentirsi, Acazia morì “Come il Signore aveva annunziato per mezzo di Elia…”» - PK, pp. 209,210 [115].
In che modo i peccati degli altri condizionano anche te? Quali principi biblici e quali promesse puoi rivendicare per alleviare il danno fatto?
Leggere La famiglia cristiana, «Esercitate l’autorità con umiltà», p. 89.
«Acab era di carattere debole. Il suo matrimonio con una donna idolatra, autoritaria e decisa lo portò alla rovina insieme a tutta la nazione. Privo di convinzioni e di principi, il suo carattere fu facilmente plasmato dalla forte volontà di Izebel. Il suo egoismo lo rese incapace di apprezzare le benedizioni del Dio d’Israele e di adempiere ai suoi doveri di guida e di protettore del popolo eletto» - PK, p. 115 [68].
Domande per la discussione
1. Per molti versi lo studio di questa settimana è collegato all’uso del potere. Quali sono i privilegi che derivano dal potere? E quali invece i pericoli? Discuti in classe del tipo di potere che scaturisce dalla religione. Quali particolari pericoli devono essere evitati nell’impiegare il potere associato alla religione? Perché questo tipo di potere, se se ne abusa, è il più pericoloso? In che modo come chiesa possiamo proteggere noi e gli altri da questo tipo di abuso?
2. Un’altra lezione riguarda l’influsso. Valuta quale potere può esercitare l’influsso del singolo o della chiesa. Che cosa fare per essere sicuri che la nostra influenza sia il più possibile positiva, sia nella chiesa sia nella società?
3. Qual è la prima impressione della tua chiesa? Mettiti nel panni di un visitatore che entra per la prima volta. Quali sono i punti forti? Quali quelli deboli?
In sintesi
Infelice l’inizio della relazione, ma l’influsso di Izabel rende Acab ancora più malvagio. Nessun’altra coppia della Bibbia ha abusato della loro autorità più di quanto abbiano fatto questi due. È necessario l’intervento di Dio per salvare il regno di Israele e quello di Giuda dalla rovina.
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